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La cravatta giusta

Accessorio di abbigliamento simbolo dell’eleganza maschile, la cravatta veicola il nostro atteggiamento e la parte creativa della nostra personalità.

Vezzo maschile in grado di tratteggiare l’umore che intendiamo esprimere, questo accessorio di origine croata come lo stesso nome suggerisce, va accuratamente scelto in base ad una serie di criteri.

Prima di tutto il tessuto, inteso non solo come mero materiale che ne costituisce la fattura ma anche in termini di qualità dello stesso. Optare per una cravatta artigianale denota cura di se’ e desiderio di distinguersi. E’ bene verificare che le cuciture siano state realizzate a regola d’arte e che il tessuto sia di una qualità all’altezza della situazione nel corso della quale si indosserà la stessa cravatta. Un buon consiglio è quello di accertarsi che la fodera sia realizzata in lana e che la seta, laddove la scelta ricadesse su una cravatta di questo genere, al tatto rimane morbida e non eccessivamente lucida.

Carosi ti regala queste interessanti notazioni perché la tua scelta sulle cravatte su misura sia guidata nella direzione della migliore soluzione per te.

Un buon manufatto è composto da almeno 3 parti cucite insieme ed è preferibile scegliere cravatte dai tessuti naturali (cashmere in inverno e lino in estate), evitando tessuti sintetici che ne determinano l’irrigidimento e l’eccessiva lucidità.

Anche il tessuto va saputo abbinare al tipo di abbigliamento. Per accostare la cravatta giusta al resto del vestiario, indossate cravatte di lana con tweed o comunque con giacche invernali, riservando invece quella in seta per un abbigliamento elegante e raffinato.

La gamma di scelta dei tessuti è molto vasta, ed il buonsenso aiuterà a non indossare tessuti prettamente estivi in inverno e viceversa, sia per ragioni di comodità e praticità che in termini di vestibilità!

La giusta taglia: un nodo da sciogliere

La misura della cravatta può variare dai 5 ai 10 cm. Due le regole fondamentali da usare come bussola nella scelta. Da un lato la circostanza, per cui è consigliabile prediligere cravatte più larghe in occasioni eleganti e formali, scegliendo a situazioni più casual quelle più sottili. Dall’altro, la cravatta giusta è quella che, indossata, arrivi in linea di massima a toccare la fibbia della cinta. Per una visione d’insieme sulla giusta vestibilità, basterà guardarsi allo specchio, che dovrà restituirci un’immagine armoniosa ed equilibrata della nostra figura. Una corporatura robusta non sarà valorizzata da una cravatta fina e sottile ma, al contrario, da una importante in grado di esaltare la forma del corpo.

Per quello che attiene l’abbinamento di colori, la regola di base è consiste nell’unire una cravatta fantasia con un abito a tinta unita. Diversamente, una cravatta a tinta unita potrà ben figurare ad abiti sia fantasia, sia a tinta unita.

In linea generale, quindi, una cravatta a tinta unita rappresenta la soluzione più versatile che consente accostamenti tra vari colori. Teniamo a mente, poi, che la cravatta a tinta unita, di un colore più scuro della camicia, rimane la scelta migliore nelle occasioni formali.

L’accostamento di più fantasie è anche ipotizzabile, evitando però di mescolare righe grandi con righe piccole (cravatta regimental su camicia a righe) o forme geometriche diverse tra loro, come quadri e pois. Gli abbinamenti più facili restano quelli di cravatte a tinta unita dalle tonalità scure, come nero, grigio e blu, che armonizzano con naturalezza quasi con tutto.

Infine, è bene tenere a mente come il colore della cravatta debba richiamare quello di un altro elemento dell’abito. Nelle occasioni formali, evitiamo colori e fantasie troppo vistose optando, invece, per colori tenui e classici.